martedì 21 maggio 2024

  Era mia madre

Forse era nata in un campo di papaveri

e di quel rosso aveva pieno il cuore

quel colore è diventato il mio ideale,

raccontava storie che sapevano di grano,

e di gente che di storie rallegrava le serate,

di corse di risate e di canzoni

lei che camminava scalza sorridente

e che non aveva ancora visto il mare.

Erano i fiori le colline e il sole

poco pane e giornate dure

come gli inverni la neve e il vento

il fronte la paura il regime nero.

nei suoi ricordi scritti da parole.

Conoscevi  i boschi e i suoi segreti

conoscevi me prima che nascessi

immaginavi già che mi sarei perso

e sapevi che col tempo e il tuo coraggio

mi sarei rialzato e mi avresti perdonato.

Mia madre e i suoi occhi da bambina

la sua terra e la sigaretta in mano

c'è ancora la tua rosa nel giardino

il tuo sguardo so dove guardava

oltre le nuvole il cielo ed i confini

oltre le parole della gente e la morale.

I tuoi occhi di gioia e di sorpresa

guardando l'Africa e i suoi colori

e mi guardavi e io capivo senza parole.

Era nata forse in un campo di papaveri

negli occhi ancora il dolore della guerra

era nata con l'orgoglio contadino

era nata per essere mia madre.

Mauro


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